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4 febbraio 2014

Rare varianti di ADRB2 e terapia con LABA

E' stato pubblicato in The Lancet Respiratory Medicine uno studio genetico che ha come premessa il fatto che effetti avversi severi, rischiosi per la vita dei pazienti e associati all'utilizzo di β agonisti longacting (LABA). hanno portato ad una revisione operata da FDA circa la sicurezza di questi farmaci, ad un warning e ad uno studio condotto su 46800 pazienti affetti da asma. Gli autori hanno ipotizzando che  variazioni del ADRB2 ( β2-adrenergic receptor gene) possano modulare la risposta terapeutica di questi farmaci e possano contribuire agli eventi avversi. Nello studio, è stato osservato che pazienti che ricevevano LABA con una rara variante del gene, mostravano un aumento degli ingressi in ospedale per problemi collegati ad asma. In particolare, le varianti Ile164 e −376ins sono associate con eventi avversi durante la terapia e dovrebbero essere valutate in studi clinici ampi, incluso il trial richiesto da FDA.
(Fonte The Lancet Respiratory Medicine) 

9 dicembre 2013

Interrogativi su vitamina D

E' stata pubblicata su The Lancet Diabetes & Endocrinology una review di studi osservazionali e trial clinici randomizzati nella quale gli autori concludono che basse concentrazioni di 25-idrossivitamina D (25[OH]D) sono probabilmente un effetto di alcune condizioni patologiche e non causa di malattia.
La nuova analisi, che ha preso in considerazione 290 studi prospettici di coorte condotti su popolazioni adulte con età maggiore di 18 anni, ha mostrato un'associazione da forte a moderata tra minori concentrazioni di 25(OH)D e un maggiore rischio di incidenza di problematiche che vanno dalla malattia cardiovascolare alle infezioni, disordini metabolici e disturbi dell'umore.. Inoltre, valutando 172 studi clinici randomizzati, inclusi 34 studi di intervento, non è stato riscontrato alcun effetto sull'incidenza delle malattie di una integrazione con vitamina D, in pazienti con bassi livelli di 25(OH)D.
Gli autori hanno affermato che bassi valori di 25OH)D potrebbero essere un marker di malattia.
(Fonte Medscape)

29 novembre 2013

Fattori di rischio in pazienti con BMI elevato

Pressione, colesterolo e glucosio del sangue assieme spiegano circa la metà dell'aumentato rischio di malattia coronarica tra i soggetti con BMI elevato. Questa la conclusione di una review di 97 studi internazionali, condotta da Global Burden of Metabolic Risk Factors for Chronic Disease Collaboration (BMI Mediated Effects) e pubblicata online in The Lancet. I tre fattori di rischio spiegano anche i tre quarti dell'eccesso di rischio di stroke in pazienti sovrappeso e obesi. Dei tre fattori di rischio, la pressione sanguigna pare il più importante, seguita dalla glicemia e dal colesterolo.
 (Fonte Heartwire)