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13 febbraio 2014

Morte dopo PCI ora sembra più probabile con causa non cardiaca

E' stato pubblicato in Circulation uno studio condotto in un singolo centro, nel quale si evidenzia come nelle ultime due decadi, la causa della morte a lungo termine dopo PCI è passata da cause cardiache a non cardiache. Gli autori hanno esaminato la mortalità a cinque anni dopo PCI alla Mayo Clinic a Rochester durante gli anni 1991-1996 ("the baloon-angioplasty"), durante gli anni 1997-2002 ("The bare-metal-stent era") e durante gli anni 2003-2008 ("the drug-eluting-stent era).
Nel periodo più recente, solo il 36,8% delle morti a cinque anni dopo PCI avevano una causa cardiaca, nonostante l'età più avanzata e le malattie concomitanti dei pazienti. Il Dr Rajiv Gulati, autore senior dell'articolo, fa risalire questi risultati al miglioramento delle terapie.
(Fonte Medscape)

30 dicembre 2013

Nuove Performance Measures per PCI

Il 23 dicembre in Journal of the American College of Cadiology, sono state pubblicate le nuove Performance Measures per PCI (Percutaneous Coronary Intervention), dell´American College of Cardiology (ACC) e dell´American Heart Association (AHA), in collaboratione con altre associazioni.
Sono stati messi in rilievo numerosi punti, tra i quali: la documentazione delle ragioni per PCI; la valutazione della possibilità´ per il paziente di assumere una doppia antiaggregazione; valutazione della funzione renale; prescrizione della terapia medica ottimale dopo PCI; documentazione della quantità´ di radiazioni usate durante la procedura.
(Fonte Medscape)

3 dicembre 2013

CABG superiore a PCI in pazienti con malattia coronarica multivasale con o senza diabete

E' stata pubblicata ieri online in JAMA Internal Medicine una metananlisi che prende in considerazione sei studi randomizzati, nella quale i pazienti con malattia coronarica multivasale, con o senza diabete, sottoposti a CABG, se confrontati con PCI, hanno mostrato una riduzione del 27% del rischio di mortalità totale e una riduzione del rischio di infarto miocardico del 42% (p<0.001 per entrambi i dati) durante un follow up medio di 4.1 anni. L'autore principale dell'articolo, Dr Ilke Sipahi (Acibadem University, Istambul, Turkey) ha dichiarato a Heartwire che l'analisi mostra inequivocabilmente per la prima volta che l'utilizzo dello stent porta ad una mortalità più elevata e ad infarti miocardici più frequentemente della CABG in pazienti con malattia coronarica multivasale. 
In una nota dell'editore che accompagna la pubblicazione dell'articolo Dr Mitchell H Katz (Los Angeles County Department of Health, CA) osserva che anche se la procedura di stent è meno invasiva della chirurgia e talvolta preferita dai pazienti con malattia coronarica multivasale,  questa metanalisi dimostra una "chiara superiorità" della CABG su PCI. Futuri studi dovranno considerare le opzioni di trattamento, cioè chirurgia, stent e terapia medica, per consentire di valutare e consigliare la migliore strategia terapeutica in questo tipo di problematica.
(Fonte Heartwire)

16 novembre 2013

Medtronic richiama volontariamente alcuni lotti.

Medtronic. Inc. ha annunciato ieri che FDA ha classificato l'azione volontaria dell'azienda riguardo alcune guidewire come un richiamo di Classe I. L'Agenzia definisce il richiamo di Classe I come una situazione nella quale ci sia una probabilità ragionevole che l'uso o l'esposizione al prodotto in questione può portare a conseguenze serie per la salute. Basata su un'indagine interna a seguito di alcune limitate segnalazioni, Medtronic ha iniziato nella settimana del 21 ottobre a comunicare a ospedali e distributori in tutto il mondo che dei lotti recenti di alcuni modelli di guidewire possono avere dei problemi sulla superficie. Per questo motivo ha richiesto la restituzione al più presto possibile per la sostituzione. L'azione di richiamo del prodotto è stata comunicata a tutte le agenzie regolatorie nel mondo. i Lotti delle otto linee di guidewire in questione, progettati per facilitare le PCI (Percutaneus coronary interventio) o per devices ventricolari in ambito elettrofisiologico, sono stati prodotti dopo la metà di aprile 2013.
(Fonte Medtronic press release)

2 novembre 2013

Studio OPTIMIZE

I risultati dello studio OPTIMIZE, condotto su più di 3000 pazienti (pubblicato nel Journal of the American Medical Association), suggeriscono che pazienti sottoposti a PCI (Percutaneous Coronary Intervention) con uno stent a rilascio di zotarolimus (Endeavor di Medtronic) e trattati con doppia antiaggregazione (clopidogrel e aspirina) per tre mesi, hanno rischio simile di eventi avversi a quello dei pazienti sottoposti alla terapia antiaggregante con gli stessi farmaci, per 12 mesi, come raccomandato dalle linee guida dopo impianto di DES (Drug Eluting Stent). I dati sono stati presentati il 31 ottobre al Transcatheter Cardiovascular Therapeutics. La presentazione di questi risultati apre ora l'interrogativo se siano applicabili a tutti i DES di seconda generazione o riguardino solo Endeavor.
(Fonte Medscape)