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10 febbraio 2014

Aspirina a basse dosi e sopravvivenza

Una bassa dose giornaliera di aspirina, identificata in 75 mg/die, si è tradotta in una riduzione del 42% della mortalità per diversi anni in una coorte di pazienti arruolati in un programma di gestione dell'insufficienza cardiaca. I risultati sono stati pubblicati online in Circulation. L'aspirina ha prolungato la sopravvivenza indipendentemente dal fatto che i pazienti avessero una indicazione standard per l'aspirina, come una cardiopatia ischemica, una malattia vascolare periferica o stroke. Il beneficio sulla sopravvivenza non aumentava a dosi più elevate di 75 mg/die.
(Fonte Medscape)

15 novembre 2013

Due nuovi studi per Brilinta

AstraZeneca ha annunciato oggi che intende condurre due nuovi studi clinici come parte di PARTHENON, programma di trial clinici che coinvolge più di 80000 pazienti. Gli studi sono disegnati per BRILINTA (ticagrelor). SOCRATES (Acute Stroke Or Transient Ischaemic Attack Treated with Aspirin or Ticagrelor and Patient Outcomes) è uno studio clinico randomizzato che interesserà 9600 pazienti che hanno avuto uno stroke ischemico o un TIA, considerato di per sè un segnale di attenzione di rischio di stroke. Valuterà l'efficacia di ticagrelor vs aspirina nel ridurre eventi vascolari maggiori (mortalità per tutte le cause, infarto miocardico e stroke).
Annunciato oggi anche l'inizio di THEMIS (Effect of Ticagrelor on Health Outcomes in Diabetes Mellitus Patients Intervention Study), diseganto per arruolare 17000 pazienti con DMT2 ad alto rischio di eventi cardiovascolari. E' uno studio event-driven, randomizzato, a gruppi paralleli per valurate l'efficacia di un trattamento a lungo termine con ticagrelor vs placebo per la prevenzione di eventi cardiovascolari maggiori (morte cardiovascolare, infarto del miocardio o stroke) in pazienti con DMT2 senza precedenti di infarto del miocardio o stroke ma aterosclerosi coronarica documentata.
(Fonte Business Wire)


2 novembre 2013

Studio OPTIMIZE

I risultati dello studio OPTIMIZE, condotto su più di 3000 pazienti (pubblicato nel Journal of the American Medical Association), suggeriscono che pazienti sottoposti a PCI (Percutaneous Coronary Intervention) con uno stent a rilascio di zotarolimus (Endeavor di Medtronic) e trattati con doppia antiaggregazione (clopidogrel e aspirina) per tre mesi, hanno rischio simile di eventi avversi a quello dei pazienti sottoposti alla terapia antiaggregante con gli stessi farmaci, per 12 mesi, come raccomandato dalle linee guida dopo impianto di DES (Drug Eluting Stent). I dati sono stati presentati il 31 ottobre al Transcatheter Cardiovascular Therapeutics. La presentazione di questi risultati apre ora l'interrogativo se siano applicabili a tutti i DES di seconda generazione o riguardino solo Endeavor.
(Fonte Medscape)