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5 marzo 2014

Statine ad elevata potenza (high-potency) mostrano beneficio in pazienti post infartuati

Sono stati pubblicati in Heart i risultati di uno studio che sembrano supportare le ultime raccomandazioni che invitano i medici ad utilizzare una statina potente in pazienti con malattia cardiovascolare. I ricercatori hanno riportato che pazienti post infartuati, trattati con una statina ad alta efficacia (high-potency statin), come atorvastatina o rosuvastatina, hanno un minor rischio, statisticamente significativo (28%) di morte se confrontati con pazienti in monoterapia con sinvastatina oltre ad un periodo medio di follow-up di 3.2 anni. Per i pazienti trattati con ezetimibe, in aggiunta a simvastatina, non si è osservata alcuna riduzione della mortalità. Quest'ultimo dato manca di potere statistico per determinare qualsialsi effetto sulla mortalità di ezetimibe, a causa del piccolo numero di pazienti trattati sulla popolazione totale considerata (274 soggetti trattati su 9597 pazienti). Risultati più certi riguardo al trattamento ezetimibe/simvastatina sono attesi quest'anno dallo studio IMPROVE-IT (Improved Reduction of Outcomes: Vytorin Efficacy Internal Study), condotto su pazienti con sindrome coronarica acuta. L'endpoint primario è un risultato composito di morte, eventi coronarici maggiori e stroke.
(Fonte Medscape)

15 gennaio 2014

MSD richiama volontariamente tutti i lotti di Liptruzet venduti negli US

MSD ha annunciato ieri il richiamo volontario di tutti i lotti di Liptruzet (ezetimibe e atorvastatina), venduti ai grossisti negli Stati Uniti e a Puerto Rico  per difetti nel confezionamento, che potrebbero alterare la conservazione e quindi l'efficacia e le caratteristiche del prodotto. Non sono stati riportati effetti avversi o reclami nella qualità del prodotto, secondo quanto si legge nel comunicato stampa di Merck.
(Fonte Medscape)

18 dicembre 2013

Amgen annuncia risultati positivi per evolocumab

Amgen ha annunciato ieri che il trial di Fase 3 MENDEL-2 (Monoclonal Antibody PCSK to Reduce Elevated LDL-C in Subject Currently Not Receiving Drug Therapy for Easing Lipid Levels-2) con evolocumab ha soddisfatto i suoi endpoint primari: la riduzione percentuale dal baseline di colesterolo LDL alla dodicesima settimana e la percentuale media di riduzione dal baseline alla decima e alla dodicesima settimana. Evolocumab è un anticorpo monoclonale umano in grado di inibire la proteina che riduce la capacità del fegato di rimuovere il colesterolo LDL dal sangue. Nel trial, disegnato per  valutare la sicurezza, a tollerabilità e l'efficacia di evolocumab, sono stati randomizzati 614 pazienti, con livelli di colesterolo elevati e non precedentemente trattati, a uno dei sei gruppi di trattamento per confrontare due dosaggi di evolocumab (140mg ogni 2 settimane o 420mg al mese) con placebo ed ezetimibe (10 mg al giorno). Gli effetti collaterali più comunemente riscontrati sono stati mal di testa, diarrea, nausea e infezioni del tratto urinario.
(Fonte Amgen press release)