____H24 PHARMANEWS
Visualizzazione post con etichetta mammografia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mammografia. Mostra tutti i post

13 febbraio 2014

Controversie sullo screening mammografico: uno studio pubblicato in BMJ

Il British Medical Journal pubblica online uno studio condotto in Canada, che punta il dito sul valore dello screening annuale condotto con la mammografia in donne di età tra i 40 e i 59 anni. I risultati del trial indicherebbero che questo test non riduce la mortalità per carcinoma mammario più di una visita o delle precauzioni usuali. Secondo quanto osservato dagli autori, la mortalità cumulata per carcinoma mammario era simile nello studio tra le donne sottoposte a mammografia e il gruppo di controllo. Inoltre, quasi un quarto dei tumori rilevati durante lo screening erano sovradiagnosticati. Nello studi 89835 donne canadesi, tra i 40 e i 59 anni sono state randomizzate allo screening annuale con la mammografia più visita senologica o alla sola vista.
In ogni caso, lo studio è stato pesantemente criticato per bias iniziali. L'editoriale che lo accompagna, concorda con gli autori riguardo il fatto che il razionale dello screening mammografico va comunque rivalutato.
(Fonte Medscape)

10 febbraio 2014

Frequenza delle mammografie e risparmio correlato

E' stato pubblicato online un articolo in Annals of Internal Medicine che sottolinea come valutare la frequenza delle mammografie alla luce delle evidenze possa consentire di risparmiare miliardi di dollari all'anno. La frequenza delle mammomagrafie e l'identificazione dell'età ottimale alla quale dovrebbero iniziare sono state argomenti controversi, soprattutto dal 2009, quando il USPSTF (US Preventive Services Task Force) raccomandò un cambio nella frequenza da annuale a biennale e indicando l'età di 50 anni come inizio invece dei 40 anni. Queste raccomandazioni contrastano con quelle di molte società scientifiche come l'American Cancer Society, che raccomanda lo screening annuale dall'età di 40 anni. Le raccomandazioni dell'USPSTF sono basate su una review rigorosa di trial di screening e del lavoro dei ricercatori del Cancer Intervention and Surveillance Modeling Network, riscontrando un beneficio molto limitato aumentando la frequenza delle mammografie. Lo studio riporta anche la valutazione dei costi e del risparmio, che potrebbe essere destinato ad uno screening personalizzato basato sul rischio e per le strategie di prevenzione.
(Fonte Medscape)

13 dicembre 2013

FDA e "Pap Breast"

FDA sta allertando il pubblico, incluse le pazienti e i professionisti della salute, che il "Pap-Breast" (nipple aspirate test), metodica che utilizza un device per sollecitare la fuoriuscita di secreto dal capezzolo della mammella al fine di valutare qualche anormalità cellulare, non può sostituire la mammografia, altre tecniche di imaging al seno o la biopsia e non dovrebbe essere utilizzato da solo per lo screening o la diagnosi del tumore al seno. L'agenzia non è a conoscenza di alcun dato scientifico valido che dimostri che questo test possa da solo essere uno strumento efficace come metodologia di screening di qualsialsi condizione medica, inclusa la diagnosi precoce del tumore o altre patologie al seno.
(Fonte FDA)